Il Professore : ... ... Giova ricordare , peraltro , IL Che Personaggio Il proprietario del bene confiscato , in partiture OCCASIONE delle elezioni sosteneva Amministrativo Il Candidato della lista "Rinascita Isolana " Rosario Rappa .
Visualizzazione post con etichetta Tumori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tumori. Mostra tutti i post

venerdì 25 ottobre 2013

ISOLA PULITA ITALCEMENTI Decadenza, per inosservanza prescrizioni, decreto 693 18 luglio 2008

ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE 
Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.

Anticipata via fax

Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:

Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.
(rintracciabile sul sito a pag 
Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”

articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”
Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato
 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altroi motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.
 25.10.2013 PROTOCOLLATO ASSESSORATO 
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine

Ilva, prosegue la farsa dell’AIA – Ecco la diffida

24 OTTOBRE 2013 13:26
ILVA
TARANTO – Domanda: i controlli effettuati congiuntamente dai tecnici ISPRA e ARPA Puglia nei giorni 10 e 11 settembre all’interno dell’Ilva e finalizzati alla verifica dello stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali previsti dal riesame dell’AIA dell’ottobre del 2012, hanno realmente senso? E se sì, quale valenza giuridica hanno le violazioni accertate e le conseguenti future diffide che verranno inoltrate all’Ilva?
Perché se è vero che stando alla legge n.89 del 4 agosto il controllo del rispetto delle prescrizioni AIA è affidato al commissario Ilva Enrico Bondi, è altrettanto vero che quella stessa legge ha previsto la nomina da parte del ministero dell’Ambiente di tre esperti a cui è stato affidato il compito di stilare un piano di lavoro che rimodulasse la tempistica della realizzazione delle prescrizioni stesse (piano presentato lo scorso 11 ottobre con un ritardo di un mese sulla tabella di marcia prevista).
Ciò premesso: perché dunque mandare i tecnici di ISPRA ed ARPA all’interno dell’Ilva per accertare la scontata violazione di prescrizioni che è stato stabilito per legge siano attuate in tempi diversi rispetto a quanto prescritto dal riesame AIA dell’ottobre 2012? Facciamo alcuni esempi. Nella nuova diffida spedita lunedì scorso all’Ilva dal direttore generale per le valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente Mariano Grillo, vi è allegato il rapporto conclusivo stilato dal responsabile delle attività ispettive dell’ISPRA, Alfredo Pini, in cui vengono elencate le prescrizioni non rispettate, tenendo conto anche delle precedenti diffide di giugno e luglio.
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
Viene segnalata, ancora una volta, la mancata adozione di sistemi di scarico automatico o scaricatori continui coperti (“Sistemi di scarico per trasporto via mare”, prescrizione n. 5). Durante la penultima verifica nello scorso giugno, la tecnica di implementazione proposta dall’Ilva era stata giudicata inadeguata perché “non rientra tra quelle espressamente previste dall’autorizzazione”. Nella “Proposta del piano di lavoro” redatta dal comitato dei tre esperti, si legge che nella alternativa di adeguamento dei sistemi oggi installati pressi i 2 sporgenti di scarico tra benne ecologiche chiuse e sistemi di scaricamento automatico, “dal diretto riscontro sembra preferibile, dal punto di vista della emissione di polveri e dell’agibilità del sistema, la soluzione con benne ecologiche chiuse superiormente con chiusura e manovra automatica”.
Gli interventi da eseguire consistono dunque “nella adozione di sistemi di scarico automatici da completare con benne chiuse (ecologiche) da installare negli esistenti scaricatori automatizzati”. L’Ilva ha effettuato l’ordine per uno di tali sistemi, la cui installazione è prevista entro dicembre. Perché è stato inoltrato un solo ordine? Lo si legge nel piano dei tre esperti: “si propone di verificare l’efficacia in termini di performance ambientale e la rispondenza a quanto previsto dalla BAT n. 11, attraverso un confronto con l’ente di controllo”. Dunque, onde “spendere” soldi inutili e sbagliare qualcosina, si ordina un solo dispositivo per vedere se risponde esattamente a quanto prescritto dall’AIA.
Non è un caso allora se nel piano la tempistica di installazione su tutti e 6 gli scaricatori delle benne chiuse (ecologiche) gestite in automatico, nel caso in cui la soluzione venga ritenuta adeguata, è la seguente: scaricatore A aprile 2014; scaricatore B luglio 2014; scaricatore C ottobre 2014; scaricatore D gennaio 2015; scaricatore E aprile 2015; scaricatore F luglio 2015. Ma non finisce qui: perché, si legge sempre nel piano, l’idoneità della previsione impiantistica del sistema di scarico mediante benne ecologiche, deve comunque “trovare supporto nella implementazione delle procedure operative riportate nella BAT n.11 quali abbassamento del punto di scarico, bagnatura del cumulo (non usando acqua di mare), etc”. Secondo il riesame AIA dell’ottobre 2012, la prescrizione andava attuata entro lo scorso gennaio. A fronte di ciò, che senso ha mandare ogni tre mesi i tecnici di ISPRA ed ARPA sugli sporgenti del porto usati dall’Ilva per annotare un qualcosa di scontato?
Altro, “drammatico”, esempio. Viene segnalata per la terza volta di fila, la mancata attuazione della prescrizione n. 6, la chiusura dei nastri trasportatori, che “rimangono non allineati i tempi di ultimazione rispetto al crono programma allegato alla richiesta di modifica non sostanziale”. In pratica l’Ilva, dopo aver chiesto ed ottenuto una corposa proroga sulla tempistica prevista (l’accoglimento dell’istanza di modifica non sostanziale con nota ILVA DIR 257 del 17/12/2012 da parte della Commissione IPPC ha previsto che i 90 km di nastri che andavano coperti entro gennaio scorso fosse posticipata ad ottobre 2015), non sta rispettando lo stesso i tempi previsti. Infatti, nel piano di lavoro dei tre esperti, a tal proposito si legge che “il termine fissato dal Gestore per il completamento dell’intervento era indicato ad ottobre 2015”. Era, appunto.
Allo stato attuale, l’intervento è in corso di esecuzione (avanzamento pari al 20% circa della lunghezza complessiva dei nastri). I tempi per la realizzazione della copertura dei nastri (sulla percentuale della lunghezza totale)? 35% entro marzo 2014; 55% entro dicembre 2014; 75% entro settembre 2015; 100% entro giugno 2016. Se tutto va bene. E pensare che nel “Rapporto Ambiente e Sicurezza” Ilva del 2011, i nastri trasportatori figuravano tra le opere già effettuare dall’azienda il cui costo rientrava nel famoso miliardo investito dal gruppo Riva dal ’95 al 2012 per “l’ambientalizzazione” del siderurgico.
Terzo esempio. Si segnala la mancata trasmissione, nonostante la diffida precedente, del progetto della chiusura edifici dei materiali polverulenti, “mentre Ilva attende che si pronunci il comitato di esperti”, previsto dalla prescrizione n. 4. Il maggio scorso è stata inoltrata l’ennesima istanza, accolta ancora una volta dalla Commissione IPPC, di modifica non sostanziale alla prescrizione. Sono previsti 5 nuovi fabbricati, in diverse aree; sono state effettuate le indagini geotecniche e la progettazione degli interventi di copertura per 2 aree. I lavori dovrebbero partire entro fine anno e terminare entro il 2015 (in origine dovevano essere conclusi già a gennaio).
Allorché, il dubbio sorge legittimo e spontaneo: in che modo è stata riesaminata l’AIA concessa all’Ilva nell’agosto del 2011? Che lavoro è stato effettuato dalla commissione IPPC a cui si affidò l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini? Nell’Ilva sono mai entrati? Se sì, vuol dire che il tutto è stata soltanto l’ennesima colossale presa in giro per Taranto. Visto che la tempistica per l’attuazione di tantissime prescrizioni era pressoché impossibile nei tempi previsti, anche a fronte dell’azienda più volitiva di questo mondo.
Inoltre, sono state accertate anche violazioni sul piano gestionale. Il “superamento dei 25 grammi per tonnellata di coke nelle emissioni del particolato dalle torri di spegnimento; la procedura RAMS per eliminare lo slopping applicata soltanto al convertitore 3 dell’acciaieria 2 (già a giugno fu segnalato il fatto che il sistema fosse incompleto); assenza di pavimentazione con asfalto o cemento dell’area IRF (recupero ferro) di gestione scorie; mancata adozione di misure per eliminare le emissioni diffuse polverulente durante lo scarico del dumper; mancata adozione di pratiche idonee alla gestione delle acque per il raffreddamento e inumidimento dei cumuli di scorie in area IRF; mancata distinzione delle aree adibite allo stoccaggio dei sottoprodotti da quelle utilizzate per il deposito dei rifiuti; raffreddamento e trattamento delle paiole in aree non destinate a queste operazioni; omesse comunicazioni all’autorità competente della non conformità ai limiti di emissione del particolato”. A fronte di ciò ISPRA ha chiesto (a chi?) l’emissione di nuove diffide. Voi ve li vedete Bondi e Ronchi che si auto diffidano? Siamo davvero alle comiche. A quando quelle finali?
 Gianmario Leone (TarantoOggi, 24.10.2013)
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
N.B. L’ìndividuazione di questo file, nel sito del ministero dell’Ambiente, si è rivelata una vera e propria caccia al tesoro. Ciò che sfugge ai funzionari del ministero è che la ricerca di documenti così importanti dovrebbe essere facile e intuitiva per tutti,  anche per i cittadini comuni, non solo per gli addetti ai lavori e per qualche giornalista che si ostina nella ricerca. E ora c’è solo da sperare che qualcuno recepisca il messaggio. (A. Congedo)
AIA, Anzà, BAT, CROMO ESAVALENTE VI, ILVA, Italcementi decreto 693 luglio 2008, Mercurio benzopirene, Ossidi di Zolfo, PETCOKE, PRESCRIZIONI, Sansone, SORBELLO, Taranto, TOLOMEO, TUMORI, 
  ISOLA PULITA ITALCEMENTI Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

lunedì 7 febbraio 2011

ITALCEMENTI 7 FEBBRAIO 2011 Paese Turistico Termale



Isola delle Femmine: Italcementi VIETATO PARLARNE
Isola delle Femmine
Occhio per non vedere,
Lingua per non parlare,
Orecchio per non sentire
Isola delle Femmine
Paese Turistico

ITALCEMENTI 7 FEBBRAIO 2011 Paese Turistico Termale
Isola delle Femmine Turismo Sanitario

Inalazioni per asma bronchiali

 EMISSIONI ININTERROTTE A QUALSIASI
ORA DEL GIORNO DELLA NOTTE

non si conosce sosta anche
nei giorni festivi oltre che nei
giorni feriali

si accettano convenzioni

non necessitano prenotazioni

previste gite nella riserva marina
Isola delle Femmine-CapoGallo

In Barca nella riserva marina Orientanta

Passeggiate nel  verde delle
ZONE PROTETTE SPECIALI


 Visite guidate nelle zone più
"caratteristiche" di Isola


Se lasciate le finestre aperte gli odori vi entreranno
gratuitamente in casa

Visite guidate tra le bellezze naturali
di Isola delle Femmine

Le vibrazioni vi accompagneranno  nel vostro sonnno

In tempo reale leggerete i dati sulle emissioni
della Italcementi  
sui display dissseminati per tutto il paese

I NIPOTI degli ZII sono disponibili a farvi
da guida in questo INFERNO


Nipote,Zio,PAL,Italcementi,Inquinanti,Cromo esavalenteVI,tumori,Mercurio,Diossine,Inceneritori,Zolfo,Furani,ossido di Carbonio di Zolfo,Neoplasie,Isola delle Femmine,Tiroidi

ITALCEMENTI 5 e 6 FEBBRAIO inquinanti festivi e prefestivi


Isola delle Femmine: Italcementi VIETATO PARLARNE
Isola delle Femmine
Occhio per non vedere,
Lingua per non parlare,
Orecchio per non sentire


OSSIDO DI CARBONIO (tumori) 500-1000 mg /mc

OSSIDO DI AZOTO (asma) 500-1800mg

OSSIDI DI ZOLFO (polmoni) 50 mg/mc


POLVERI SOTTILI 20-50 mg

Cadmio,Tallio, Mercurio. Antimonio, Arsenico,
Piombo, Cromo, Nichel,, Vanadio, Cobalto,
Rame, Manganese 0.05 mg/mc


Cromo Esavalente VI 0,7 mg/Kg

Diossine e Furani 0,1 ng/mc


Idrocarbuti Policiclici Aromatici 0.01ng/mc


I camini di un cementificio emettono polveri ultrasottili
(diametro variabile tra 10 milionesimi di metro a 2 milionesimi di metro)
che si disperdono nell’aria anche per chilometri dalla fonte emittente.

L'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)
del Luglio/2008 vigente Concessa dalla Regione
consente alla ITALCEMENTI di bruciare combustibile da
rifiuti (CDR).
Si stima un’emissione pari a 24,34 miliardesimi
di grammi/kg di diossine, per Kg di clinker prodotto.


E il NIPOTE senza ZIO che fà?
Una pipa

E LA NIPOTE dello zio che fà?
Una.............

E il NIPOTE sponsorizzato dallo  Zio del Cognato che fà?
Una pipa!

E LUI il SOMMO pronto ad incatenarsi per la foto
di rito cha fà?
Aiuta gli altri a NON FARE niente

E NOI CITTADINI di Isola delle Femmine che facciamo?
Respiriamo  gli inquinanti  e rigraziamo
il Signore se ad OGGI siamo solo ammalati!!!!

Nipote,Zio,PAL,Italcementi,Inquinanti,Cromo esavalenteVI,tumori,Mercurio,Diossine,Inceneritori,Zolfo,Furani,ossido di Carbonio di Zolfo,Neoplasie,Isola delle Femmine,Tiroidi

martedì 25 gennaio 2011

SENZA TREGUA CONTINUANO LE EMISSIONI



SENZA TREGUA CONTINUANO LE EMISSIONI.

La Italcementi di Isola delle Femmine ha deciso di prolungare gratuitamente  

LA SETTIMANA DELLA SALUTE.

Grazie, al tacito assenso e con il “ben vi stà”  di comitati (di convenienza) assessori sindaco consiglieri  comunali politicanti da strapazzo (dediti esclusivamente ai propri affari), autorità sanitarie  di prevenzione  di precauzione di sicurezza e di tutela, i Cittadini di Isola delle Femmine e qualche  malcapitato turista possono beneficiare delle emissioni di polveri (che oltre ad essere fini sono anche spesse), ed una ricchissima miscela di inquinanti ,  provenienti dai TANTISSIMI camini del cementificio.
Nei rari ed eccezionali momenti di pausa delle emissioni della Italcementi, i Cittadini di Isola delle Femmine e qualche disgraziato turista che per errore ha scelto la nostra località balneare, potranno fruire dei fumi e dei cattivi odori provenienti, dalle varie discariche di rifiuti a cielo aperto che invadono il paese oltre a qualche improvvisato ed occasionale  inceneritore di pneumatici.

Tutto ciò in attesa di vedere felicemente bruciare i rifiuti nel NOSTRO CEMENTIFICIO. 

E' vero! Occuparsi di Ambiente di Industria di Turismo di Italcementi di salvaguardia del territorio, di sviluppo di turismo..... E' DIFFICILE

Significa mettere in gioco le proprie CAPACITA' e su questo essere valutati! 

Vi rendete conto? dovreste rinunciare ai vostri privilegi, ai vostri  interessi alle cose Vostre! al vostro CLIENTELISMO!

Si lo so! E' da pazzi rinunciare a tutto questo da parte Vostra è come chiederVi di essere degli IDEALISTI

E' come chiederVi di utilizzare le catene che servivano ad  incatenarsi e  dire NO al radar (per i pericolosi danni che le onde elettromagnetiche  AVREBBERO arrecati alla   salute dei cittadini), le stesse catene utilizzarle per opporVi all'azione Inquinante della Italcementi.

Lo stesso NO all'installazione del RADAR, non può essere urlato anche alla Italcementi e alla sua azione devastante?

E' difficile a Isola delle Femmine imporre alla Italcementi il rispetto delle leggi in materia ambientale di salvaguardia della salute del territorio e dei livelli occupazionali.

Mi rendo conto è difficile  perchè verrebbe a mancarvi qualche voto o qualche intervento di favore, insomma come dirvelo, per Voi è come dire NO alla mamma.  

Insomma Signori!

Chi governa non ha NEMICI, ma AVVERSARI con cui confrontarsi!

Ci rendiamo conto che il Sindaco: "...momentaneamente sono occupato in cose più importanti dei fumi della Italcementi ......." 

E' vero! Occupare il proprio tempo da dedicare in maniera compatta, organizzata e pianificata il massimo di energia per mettere a tacere chiunque pensa di mettere in discussione il proprio potere. Soggiogare pscicologicamente i lavoratori calpestando e comprando la loro DIGNITA', con il rischio di "sfasciare" un'intera macchina amministrativa.    

L’IMPORTANTE E’ LA SALUTE !!!!!!!!!!!!!!!!

 Nel mentre il nostro NIPOTE si occupa di….. ,

Nel mentre il nostro PARENTE di 6° grado (quindi NON è parente ma semplicemente un amico e SUO assessore) è impegnato a partecipare alle riunioni della Commissione Edilizia,

Nel mentre si costituiscono COMITATI fantasma per dare lustro alla “fattoria degli animali”…
………………………………………………
la Italcementi, la fabbrica di Piastrelle, la cartiera, il libero incenerimento di copertoni, la cappa di fumo che attraversa il paese e le vie respiratorie dei cittadini, le malattie conseguenti alle emissioni di inquinanti di zinco, mercurio, polveri sottili, metalli pesanti, la inquietante presenza di CROMO ESAVALENTE VI, le cause di tumori in preoccupante ascesa, le malattie asmatiche in aumento e che non conosce età, i casi di TIROIDI in preoccupante aumento, il degrado ambientale, l’ipotesi che diventa certezza della combustione dei RIFIUTI nei cementifici, il degrado urbanistico, un Ufficio Tecnico ormai allo sbando con voci di dimissioni, il deturpamento ambientale dell’intero nostro paese,  la munnezza che la fa da padrona, la illegalità dilagante, il nepotismo imperante, il clientelismo come pratica di VOTO di scambio, gli inquinanti nell’aria, nelle falde acquifere, sui nostri balconi, sulle nostre macchine, nelle nostre narici, nei nostri polmoni, l’abusivismo edilizio, la disgregazione sociale, il dominio di alcune famigghie ben interessate alla Cosa Pubblica…………

Fanno ormai parte della Kultura isolana.

COSA FARE?

Risorgere O Perire?

Questo è il dilemma

Mandarli TUTTI a casa o SOCCOMBERE?


































Italcementi fabbrica "pulita"?Ascolta con webReader
 
Ascolta con webReader

Quale impatto può avere una fabbrica altamente inquinante nei confronti del territorio? Ecco alcuni dati.


Secondo l’autorevole istituto americano EPA (environmental protection agency) “i cementifici sono la seconda fonte di diossine e furani grazie alla scelta di utilizzarli per bruciare rifiuti industriali”*. La prima fonte di diossina, manco a dirlo, è la scelta di bruciare rifiuti urbani. Dati della Italcementi alla mano, notiamo come per trasformare il cosiddetto “clinker” in cemento e calcestruzzo, la temperatura di cottura del prezioso materiale è di circa 1500 gradi. A quanto pare il principale problema imputabile all’inceneritore non sta nella trasformazione del clinker, quanto piuttosto nella modalità di bruciatura del materiale. Infatti per alimentare la sua fabbrica, l’Italcementi brucia combustile derivato dai rifiuti, ovverosia “cdr”. Come spiegato dall’emerito professore di chimica Connet, “il cdr è un pericoloso composto di carta e plastica che genera la diossina”, dove “tanto è migliore il processo di incenerimento tanto più tossiche saranno le ceneri prodotte”. I dati della stessa cementeria, fermi al 2006 e pubblicati sul sito della stessa fabbrica, sottolineano come per la produzione di clinker vengono immesse nell’aria sostanze tossiche. Per quanto riguarda le emissioni di gas serra, su una produzione ad esempio di 495 mila tonnellate di clinker, attestati nel 2006, vengono immesse nell’aria 822 kili di Co2 per ogni tonnellata di clinker prodotto. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, notiamo come su 495 mila tonnellate di clinker prodotto sempre nel 2006, abbiamo avuto 6,5 grammi di polvere per ogni tonnellate di clinker prodotto, 1445 grammi di ossidi di azoto, 68 grammi di biossido di zolfo, 20 milligrammi di mercurio e 19 nanogrammi di diossina per ogni tonnellata. L’EPA però, che di sicuro non conosce la situazione Italcementi nello specifico, ha stimato che, per i cementifici che usano rifiuti come combustibile, l’emissione di diossine è pari a 24,34 nanogrammi per kilo*, dunque ben diversa dalla stima della Italcementi, che al contrario lo calcola per tonnellate.


*(dati ricavati dal sito http://www.circoloambiente.org/ )
Angelo De Luca
 
http://www.rossofajettu.org/2011/01/italcementi-fabbrica-pulita.html

Cdr bruciato nelle cementerie, altro inquinamento da evitare

di Rosario Battiato
Nella prima stesura del Piano regionale previsto lo smaltimento industriale del combustibile da rifiuti. Il governo dice no agli inceneritori, ma vuole consentire simili emissioni nocive
PALERMO – Nei giorni in cui si lavora strenuamente per l’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti del 2002, già rimandato a Palermo da Roma, restano ancora tanti dubbi sul futuro dello smaltimento dell’immondizia isolana.
La squadra dei superesperti della Regione adesso lavora gomito a gomito con i tecnici del ministero dell’Ambiente e della Protezione civile nazionale, così da evitare altri rinvii che potrebbero essere fatali per l’emergenza isolana e anche per il commissariamento, attualmente in mano al “delegato” Raffaele Lombardo, ma che potrebbe rapidamente passare di mano in caso di un nuovo fallimento.
Tra le tematiche ancora irrisolte resta la questione dello smaltimento della frazione residuale del rifiuto come co-combustione nei cementifici.
Proprio la prima versione del piano riporta come la fase transitoria prevede un continuo monitoraggio della situazione in progress, in particolar modo sulle capacità di abbancamento residue, ma anche sulla scelta del trattamento dei Rur (Rifiuto urbano residuo) o come recupero raccolta presso impianti di Tmb (Trattamento meccanico-biologico) o in alternativa attraverso la produzione di Cdr (Combustibile da rifiuto) dalla frazione residuale, da utilizzare in co-combustione in centrali elettriche, cementifici o altoforni.
Un passaggio che lascia qualche dubbio a proposito della sostenibilità ambientale dell’utilizzazione in cementifici, soluzione che sembra distante dai criteri di salubrità professati da chi vorrebbe una nuova era dei rifiuti in Sicilia.
Il superamento dei termovalorizzatori del periodo Cuffaro è stato un obiettivo perseguito dalla giunta Lombardo con estrema fermezza, fino a bloccare del tutto la gara prevista nel Piano rifiuti del 2002.
Da qui la scelta di optare per impianti di valorizzazione energetica del rifiuto che potessero essere in linea con le migliori tecnologie presenti in Europa, e di aumentare la raccolta differenziata. Sembra pertanto perlomeno contraddittoria la possibilità di utilizzare i cementifici considerati maggiormente inquinanti in termini di emissioni degli stessi termovalorizzatori.
Di fatto non c’è ancora niente di certo, perché il piano è in fase di elaborazione e non è stato ancora comunicato, ma i dubbi restano visto che finora non ci sono state prese di posizione contrarie. “Per dire no all’uso del Cdr come combustibile nei cementifici – si legge in un comunicato dello scorso novembre di Decontaminazione Sicilia AugustAmbiente Isola Pulita Rifiuti Zero Palermo Rete Rifiuti Zero Messina - basterebbe considerare che la legislazione Usa obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti. Infatti, il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di Cdr e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati”.
In lista ci sarebbero già diverse strutture come i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del Cdr.

A questo punto il dramma delle emissioni killer dagli impianti di smaltimento dei rifiuti che sembrava essere uscito dalla porta è abilmente rientrato dalla finestra.

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2011

http://qds.it/index.php?id=6501-cdr-bruciato-nelle-cementerie-altro-inquinamento-da-evitare

Calusco,Monselice,Isola delle Femmine,Portobello,Italcementi,Inquinamento,Cromo Esavalente VI,Tumori,Cutino,Italcementi,Benzene,Ammoniaca,Mercurio,Metalli Pesanti,Pm10,Diossine,Inceneritori